I raggi UV del sole: UVA, UVB, UVC e come reagisce la pelle
Scopri la differenza tra UVA, UVB e UVC e come la tua pelle reagisce al sole, tra abbronzatura immediata e ritardata.

In breve
- Gli UVA abbronzano subito ma l'effetto svanisce in fretta, perché agiscono sulla melanina già esistente.
- Gli UVB creano una vera abbronzatura, più duratura, ma servono 48-72 ore per vederla comparire.
- Gli UVC non arrivano mai sulla Terra, perché l'ozono li blocca completamente.
- La melanina nasce nei melanociti e protegge il DNA delle cellule della pelle dai danni della luce.
Cosa sono i raggi UV
Il sole emette diversi tipi di raggi invisibili chiamati ultravioletti, o UV. Si dividono in tre gruppi, in base alla lunghezza d'onda: UVA, UVB e UVC. Ogni tipo ha un effetto diverso sulla pelle.
UVA: i raggi che abbronzano subito
Gli UVA hanno lunghezza d'onda tra 315 e 400 nanometri. Sono i raggi più "lunghi" e penetrano in profondità nella pelle. Attraversano anche le nuvole e il vetro.
Gli UVA agiscono sulla melanina già presente nella pelle, facendola scurire quasi subito tramite un processo di ossidazione. Per questo l'abbronzatura da UVA appare velocemente ma svanisce in poche ore o giorni, perché non è una vera produzione di nuova melanina.
UVB: i raggi che fanno scottare e proteggono le ossa
Gli UVB hanno lunghezza d'onda tra 280 e 315 nanometri. Sono più energetici degli UVA e agiscono soprattutto sullo strato superficiale della pelle.
Gli UVB stimolano i melanociti a produrre nuova melanina. Questo tipo di abbronzatura si chiama ritardata, perché compare dopo 48-72 ore. È in pratica un segnale di difesa: la pelle si protegge perché ha percepito un danno.
Gli UVB sono anche fondamentali per la produzione di vitamina D nella pelle. Attenzione però: sono anche i principali responsabili delle scottature solari se l'esposizione è eccessiva.
UVC: i raggi che non arrivano mai a terra
Gli UVC hanno lunghezza d'onda tra 100 e 280 nanometri. Sono i più pericolosi in assoluto, ma per fortuna vengono completamente assorbiti dallo strato di ozono dell'atmosfera. Non raggiungono mai la superficie terrestre e quindi non entrano in gioco nell'abbronzatura naturale o artificiale.
Come reagisce davvero la pelle
La melanina viene prodotta dai melanociti, cellule che si trovano nello strato più profondo dell'epidermide. Partendo da un amminoacido chiamato tirosina, grazie a un enzima chiamato tirosinasi, i melanociti creano due tipi di pigmento:
- l'eumelanina, di colore bruno-nero, tipica delle pelli che si abbronzano bene
- la feomelanina, di colore rosso-giallo, più presente nelle pelli chiare e nei capelli rossi
La melanina prodotta viene poi trasferita alle cellule della pelle più superficiali, i cheratinociti, dove forma una specie di "ombrello" protettivo sopra il nucleo delle cellule, difendendo il DNA dai danni della luce.
Capire questa differenza aiuta a capire perché l'abbronzatura non è mai immediata e definitiva, ma un processo biologico di difesa che la pelle costruisce nel tempo.
Mettiti alla prova
3 domande veloci
1. Perché l'abbronzatura data dagli UVA svanisce così in fretta?
2. Quale tipo di raggi UV è responsabile dell'abbronzatura ritardata che compare dopo 48-72 ore?
3. Perché i raggi UVC non influenzano l'abbronzatura naturale?
I consigli di Niccolò
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