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Bronzer, accelerante o doposole: quale crema usare e quando

di Niccolò Valuto

Bronzer, accelerante o doposole: quale crema usare e quando

Tre creme, tre momenti diversi

In dieci anni di lavoro in solarium, la domanda che mi sento fare più spesso è sempre la stessa: "Niccolò, ma io quale crema devo usare?". La risposta onesta è: dipende dal momento. Accelerante, bronzer e doposole non sono intercambiabili, hanno funzioni diverse e vanno applicati in fasi diverse del tuo percorso di abbronzatura. Capire questa distinzione è il primo passo per ottenere un risultato bello e, soprattutto, per rispettare la tua pelle.

L'accelerante: cosa fa prima dell'esposizione

L'accelerante, spesso a base di tirosina, va applicato prima di entrare nel lettino o prima dell'esposizione solare. La tirosina è un aminoacido precursore della melanina: fornendone una quota extra, si favorisce il lavoro dei melanociti, le cellule che producono il pigmento naturale della pelle. Non è un ormone della crescita dell'abbronzatura, ma un supporto che aiuta la pelle a rispondere meglio allo stimolo UV, nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa italiana (DM 110/2011), che fissa per gli apparecchi abbronzanti un'emissione massima di 0,3 W/m² di UV eritemale.

Questo tipo di prodotto ha senso solo se la pelle può davvero produrre melanina in risposta ai raggi UV. Per questo è fondamentale conoscere il proprio fototipo: chi ha fototipo I, pelle chiarissima che non si abbronza mai e scotta sempre, non può accedere al solarium per legge, e nessun accelerante può sostituire una capacità melanogenica che la pelle non possiede.

Il bronzer: colore immediato o progressivo

Il bronzer è tutta un'altra storia. Si applica generalmente dopo la doccia, su pelle pulita e asciutta, quando si cerca un colore visibile subito o nei giorni successivi. Qui entra in gioco il DHA, il diidrossiacetone, uno zucchero semplice che non ha nulla a che vedere con i raggi UV.

Il DHA reagisce con gli aminoacidi della cheratina presente nello strato corneo, lo strato più superficiale della pelle, attraverso un processo chimico noto come reazione di Maillard, lo stesso meccanismo che dora la crosta del pane in forno. Il risultato è una colorazione che resta in superficie, non coinvolge i melanociti e non rappresenta in alcun modo una protezione dal sole. Dura circa 5-7 giorni, il tempo naturale del ricambio cellulare dello strato corneo, dopodiché si attenua man mano che le cellule superficiali si desquamano.

È un prodotto cosmetico, utile per chi vuole un effetto estetico rapido o per prolungare visivamente un'abbronzatura reale ottenuta con UV o sole, ma va sempre considerato come integrazione, mai come sostituto della protezione solare.

Il doposole: la fase che non devi saltare

Dopo ogni esposizione, sia essa in solarium o al sole, la pelle ha bisogno di recuperare idratazione e lenire un possibile stato infiammatorio, anche minimo e non visibile. Il doposole contiene tipicamente ingredienti idratanti, emollienti e lenitivi, pensati per ripristinare la barriera cutanea e ridurre secchezza o tensione della pelle.

Applicarlo non è un vezzo estetico: una pelle ben idratata mantiene il colore più a lungo e in modo più uniforme, perché un ricambio cellulare equilibrato rallenta la perdita naturale del pigmento. Saltare questo passaggio è uno degli errori più comuni che vedo fare, soprattutto da chi ha fretta di vedere il colore ma trascura la salute della pelle nel lungo periodo.

Come costruire la tua routine in base al fototipo

Una routine equilibrata, da adattare sempre al proprio fototipo e alle indicazioni di un operatore qualificato, può seguire questa logica:

  • Prima dell'esposizione: accelerante a base di tirosina, solo se il fototipo lo consente
  • Dopo la doccia, per un boost estetico: bronzer con DHA, da riapplicare ogni 2-3 giorni
  • Subito dopo ogni sessione: doposole idratante e lenitivo, sempre

Ricordo sempre ai miei clienti che il solarium, per legge, non è consentito ai minori di 18 anni, alle donne in gravidanza e a chi ha fototipo I, proprio perché la pelle in queste condizioni non è in grado di gestire in sicurezza l'esposizione UV.

Un consiglio da chi ne ha viste 400.000

In oltre 400.000 persone accompagnate in questi anni, ho imparato che la costanza nella cura della pelle conta più della fretta nel vedere il colore. Usa ogni crema al momento giusto, ascolta la tua pelle e affidati sempre a un centro che rispetti i parametri di sicurezza previsti dalla normativa. Il colore più bello è sempre quello costruito con consapevolezza.

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